A giugno 2025 l’apertura di un nuovo laboratorio di conservazione e restauro costituisce un ulteriore passo compiuto dalla Collezione Peggy Guggenheim nella tutela e valorizzazione del patrimonio custodito a palazzo Venier dei Leoni.

Risultato di oltre un decennio di lavoro del Dipartimento di conservazione del museo, il laboratorio è concepito come un centro di ricerca e restauro, punto di riferimento ormai internazionale per lo studio delle tecniche artistiche, dei materiali e del restauro delle opere degli artisti del Novecento.

Il laboratorio ha trovato nuovi spazi all’interno di una logica di manutenzione e rinnovo costante degli ambienti e dei percorsi espositivi della Collezione che, organizzati per lotti separati, consente di garantire sempre l’apertura e la continuità dei servizi al pubblico. In particolare, l’intervento riguardante i due ambienti occupati dal bookshop interno, siti al piano primo della parte museale su rio delle Torreselle, è stata finalizzata ad adeguamenti impiantistici e isolamento ed ha contemplato il trasferimento e la realizzazione del nuovo laboratorio. I lavori hanno riguardato la rimozione di vecchie contropareti e il rinnovo del pavimento esistente, la sostituzione dei serramenti in legno con altri analoghi a quelli esistenti e la manutenzione degli impianti meccanici e di illuminazione da adeguare agli standard museali.

Il progetto ha ridefinito uno spazio modesto, di circa 50 mq, distinguendo il laboratorio vero e proprio da una sala con funzione mista dove i visitatori, transitando verso l’uscita del percorso museale, possono sostare in un’area con doppia funzione, espositiva e laboratorio.

La sala più interna, accessibile solo al personale addetto, è stata allestita come laboratorio vero e proprio e dotata di tavoli da lavoro, “rastrelliera” con vetri scorrevoli per proteggere le opere in restauro ed impianti di riciclo aria e aspirazione materiali da lavoro collocati in una parete attrezzata; l’ambiente adiacente, da cui si accede al laboratorio, invece, a seconda delle esigenze può essere suddiviso in due spazi grazie ad un serramento in acciaio brunito e vetro, impacchettabile. I visitatori che si avviano alla conclusione del percorso museale possono avvicinarsi al mondo della conservazione guardando le vetrine espositive (sono presenti pigmenti, cavalletti, ecc…) e osservando le attività di restauro in corso nella porzione di sala retrostante il serramento separatore.

Il rinnovo degli spazi per la collocazione del laboratorio è stata dunque occasione anche per la sua evoluzione in ‘open lab’, rendendo aperta al pubblico l’esperienza delle attività di conservazione delle opere d’arte svolte quotidianamente al museo.

https://www.guggenheim-venice.it/it/stampa/comunicati-stampa/nuovo-laboratorio-di-conservazione/